indice di questo articolo...
- una breve storia introduttiva...
- entrate della metropolitana a Parigi di Hector Guimard...
- la balaustra
- edicola di "tipo A", fermata Abbesses
- edicola "tipo B" chiusa, fermata Porte Dauphine
- edicola "tipo B" aperta, fermata Chatelet
- entrata Le Kiosque des Noctambules di Jean-Michel Othoniel
- i padiglioni per i capolinea
- dove si trovano le opere di Guimard delle entrate della metropolitana di Parigi?
- chi era Hector Guimard?
Le entrate della metropolitana a Parigi di Hector Guimard, maestro dell' art nouveau, sono una delle icone della città.
Si tratta in pratica delle protezioni intorno alle scale per accedere od uscire dai sotterranei della rete della metropolitana di Parigi.
In giro per la città ne troverai tantissimi esempi e spesso ci passerai durante i tuoi giorni parigini magari senza darli la giusta attenzione.
In realtà si tratta di vere opere d' arte, moderne e innovative per l' epoca di costruzione, i primi anni del 1900, e per il materiale utilizzato, la ghisa (una lega di ferro e carbonio che rispetto all' acciaio fonde a bassa temperatura e quindi pratica ad essere gettata negli stampi di figure complesse).
Ogni scala è diversa dalle altre, quindi anche queste protezioni hanno forma e dettagli diversi a seconda della conformazione e dell' importanza della fermata servita.
Alcuni sono semplici balaustre o ringhiere, alcuni hanno dei portali con la tipica scritta METROPOLITAIN e pure dei lampioni.
Qualche fermata aveva delle vere e proprie costruzioni con copertura, chiamate edicole, e infine i capolinea avevano dei veri e propri edifici, chiamati padiglioni.
una breve storia introduttiva...
I primi tratti della rete della metropolitana di Parigi furono realizzati nei primi anni del 1900.
Come nelle altre città europee c' era l' esigenza di creare un qualcosa di nuovo, mai visto prima, ovvero il sistema per entrare e uscire dalla nuova rete di trasporto sotterranea. Si doveva invitare invitare i parigini a superare la naturale diffidenza di addentrarsi, per la prima volta, nei sotterranei della città.
Questi nuovi "luoghi metropolitani" dovevano essere facilmente riconoscibili anche a distanza ed essere pressoché uguali o simili in tutta la città.
Parigi non era stata la prima città a dotarsi di una rete di metropolitana: qualche anno prima Vienna aveva affrontato il problema e realizzato le edicole di Wagner, ma nel caso di Parigi non soddisfacevano la necessità di tenere bassi costi di realizzazione.
il concorso e la scelta di Hector Guimard...
A fine '800 era stato indetto un concorso per la realizzazione di 3 opere: un' edicola standard da usare nella maggior parte delle stazioni, un' edicola per il capolinea Bastille, e una per il capolinea Etoile.
Il concorso però non aveva avuto successo, con soltanto 20 progetti presentati e pochi i parigini che avevano visitato la mostra organizzata per la consultazione dei disegni.
A quel tempo il committente era la Compagnie chemin de fer de paris. Il suo presidente, Adrien Bernard, aveva richiesto elementi standardizzati per la produzione in serie, veloci ed economici da realizzare...art pour tous...art de la rue. Per questo motivo decise che gli accessi alla rete della metropolitana dovevano essere ideate da un architetto piuttosto che da un ingegnere. Fu così che la scelta di Bernard, estimatore dell' art nouveau, cadde su Hector Guimard, architetto già noto per il palazzo art-nouveau Castel Beranger.
Ne vennero fuori oltre 60 realizzazioni da collocare alle varie scale di entrata/uscita dei sotterranei, più due padiglioni più grandi per le stazioni di Bastille ed Etoile che allora erano i capolinea della linea 1.
Guimard scelse la ghisa, un "materiale nuovo", economico e facile da modellare.
Queste opere furono uno dei primi esempi di realizzazione seriale in architettura, e forse per questo Guimard divenne uno dei primi architetto-designer della storia.
Anche il "font" della scritta METROPOLITAIN fu creato da Guimard.![]()
I lavori andarono avanti speditamente per oltre dieci anni, ad inizio '900, contemporaneamente allo sviluppo della rete della metropolitana, prima dalla linea 1 poi dalle altre.
Successivamente, nel 1912, Guimard si dimise dall' incarico in seguito alle polemiche per la mancata realizzazione della fermata Opera.
Garnier, l' architetto del palazzo dell' Opera, fece pressioni affinché la balaustra delle due scale fossero realizzate in pietra, per meglio accostarsi allo stile eclettico di metà ottocento del suo edificio.
Effettivamente il nuovo minimal di Guimard avrebbe stonato accanto al vecchio sovra-magnificente del palazzo dell' Opera.
la critica...
D' d’altronde a quel tempo non tutti apprezzarono queste nuove forme organiche troppo ispirate alla natura e con forme lontane dal geometrico che aveva caratterizzato l' architettura degli ultimi...diciamo...20 secoli. Era così bello il coevo neo-tutto e opulento dell' Opera Garnier, Pantheon, Versailles, Sacre-Coeur che qualsiasi innovazione come la biblioteca Sainte-Geneviève, la torre Eiffel, il coup de fouet art-nouveau venne soprannominato style nouille anche dai moderni conservatori accademici durante la belle-epoque, nonostante l' assenzio e il sole levante.
La nomina come "monumento storico" arriverà solo a fine degli anni '70 mentre ad oggi delle 168 opere originarie ne rimangono solo 88. Persi per sempre anche i padiglioni Etoile e Bastille. Almeno il mercato delle Halles di Baltard è stato smontato e rimontato a Rungis (per far posto al Forum e al canopèe...vuoi mettere?). E la torre Eiffel la volevano pure smontare...
entrate della metropolitana a Parigi di Hector Guimard...
Le tipologie pensate da Guimard per le scale di entrata e/o uscita della metropolitana, essenzialmente, erano due:
- la semplice balaustra di protezione, con o senza scritta e lampioni,
- le edicole, ovvero piccole costruzioni con la copertura sulla scala di accesso,


Inoltre Guimard aveva progettato i due padiglioni per i capolinea di allora, Etoile e Bastille.

vediamo nel dettaglio ogni singola tipologia...
la balaustra
Il tipo balaustra è il più diffuso a Parigi.
Consiste in una balaustra con scudi in ghisa, con lunghezza modulare a seconda della lunghezza della rampa di scale che scende nei sotterranei. Esistono molte varianti che dovevano tenere conto della diversità tra di loro delle varie scale. In pratica ognuna è diversa dalle altre.
Il portale di entrata è composto da due steli che reggono i lampioni arancioni e la cornice dell' insegna Metropoplitain.
Quasi sempre sul fondo si trova la cartina della rete della metropolitana con il nome della fermata/stazione servita.
Da notare la lettera "M" di Metrò rappresentata sullo scudo.
Il tipo edicola possiede una struttura più complessa in quanto comprende anche la copertura della scala. Ad oggi ne rimangono pochissimi esemplari. Le edicole a loro volta sono di diversi tipi:
edicola di "tipo A", fermata Abbesses
Ha la copertura in vetro a padiglione con displuvio, su una struttura con 4 piedritti (pilastri) agli angoli.
Ha anche una pensilina a protezione dell' entrata, raccordata dalla struttura dei piedritti.
Un bellissimo esempio di edicola di tipo A rimane quello della fermata Abbesses della linea 12, a nord, nel quartiere Montmartre.
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In origine questa struttura si trovava alla fermata Hotel de Ville della linea 1, poi 1972 venne spostata qui.
edicola "tipo B" chiusa, fermata Porte Dauphine
Ha la copertura in vetro a padiglione con compluvio, su una struttura con 3 piedritti, due laterali all' entrata e uno centrale sul fondo.
E' chiusa con tamponamenti costituiti da pannelli di lava d'Auvergne smaltata, decorati con un motivo ornato.
La pensilina in vetro è molto pronunciata sull' entrata e anche ai lati, e non è raccordata dalla struttura.
L' unico esempio rimane oggi quello della fermata Porte Dauphine, al capolinea ovest della linea 2.
E' qualcosa di bello, forse la migliore icona dell' art-nouveau (non a caso si trova in molte copertine di libri sul tema). Non perdertela se ami l' architettura di quel periodo.
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edicola "tipo B" aperta, fermata Chatelet
Ha la struttura portante e la copertura simile alla precedente, ovvero a 3 pilastri, ma priva di tamponamenti laterali che sono sostituiti da una balaustrata come nel tipo A.
Un esempio si trova alla fermata Chatelet delle linee 1, 4 e 14, precisamente all' indirizzo 10, Rue des Halles.
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In realtà questa edicola non è proprio "originale", bensì una riproduzione fedele realizzata intorno al 2000, purtroppo non per celebrare l' opera di Guimard ma banalmente come centenario della metropolitana.
La fermata Chatelet fa parte del complesso della enorme stazione Chatelet-Les Halles. Se arrivi in metropolitana e vuoi uscire proprio qui segui le indicazioni per la Sortie 10 (del secteur Rivoli). info
A livello strada, le scale che vedi scendere in sotterranea sono, di norma, sia scale di accesso che di uscita.
Ogni fermata/stazione ha più di una entrata/uscita e si trovano solitamente ai lati opposti della strada o della piazza. A volte vengono usate anche per attraversare la strada senza dover attendere il semaforo verde pedonale.
Quando la scala assume il ruolo di entrata puoi trovare la cornice sempre in ghisa che sostiene la mappa della rete della metropolitana, e il nome della stazione.
entrata Le Kiosque des Noctambules di Jean-Michel Othoniel
Non certo art-nouveau, ma ti segnalo una rielaborazione della tipologia edicola aperta realizzata nel 2014 dall' artista Jean-Michel Othoniel chiamata Le Kiosque des Noctambules
La trovi all' entrata Metro Palais Royal, in Place Colette, 1° arr. zona Louvre.
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i padiglioni per i capolinea
Le stazioni Bastille ed Etoile, che erano allora i capolinea della linea 1, avevano padiglioni, ben più grandi, che ospitavano anche la biglietteria.
Vennero poi smontati rispettivamente nel 1962 e 1926 in seguito al prolungamento della linea.
Rimane solo qualche cartolina d' epoca.
Il padiglione Bastille aveva una forma a ferro di cavallo, con richiami mediorientali. 

Il padiglione Etoile era più piccolo.
dove si trovano le opere di Guimard delle entrate della metropolitana di Parigi?
Ad oggi gli unici esemplari della tipologia edicola sono:
- Abbesses (linea 12, tipo A),
- Porte Dauphine (linea 2, tipo B)
- Chatelet (linea 1, tipo B aperta).
Molti esempi invece sono rimasti della tipologia balaustra e sono sparsi un po' dappertutto in città:
- elenco con foto delle opere di Guimard divise per linea di metropolitana di Parigi
- elenco simile, da wikipedia.fr
- una semplice lista delle oltre 60 edicole che furono realizzate.
chi era Hector Guimard?
Hector Guimard, fu architetto, designer, ma anche imprenditore, ovvero costruiva gli edifici progettati da lui stessi.
Adottava la teoria di Violet le Duc senza le forme del medioevo.
Si sorprendeva lui stesso che si potesse essere innovativi e moderni, a fine '800, con le forme classiche e fitomorfe.
Preferiva la "sincerità costruttiva", saper essere ciò che si è, quindi senza "nascondere" la struttura portante con il tamponamento ma anzi evidenziandola in facciata.
Visto le sue origini povere andava alla ricerca dell' economia di produzione, non necessariamente inteso come risparmio, ma come ricerca verso l' uso di nuovi materiali da destinare anche alla produzione di serie. Uno dei primi "designer" della storia.
Grazie alle nozze con una facoltosa dell' epoca ebbe la possibilità di realizzare edifici borghesi, hotel particulière, edifici per affitto, la maggior parte concentrati nel 16° arrondissement di Parigi.
approfondimenti e fonti:
foto delle singole fermate:
http://www.insecula.com/article/F0010767.html
http://www.emdx.org/rail/metro/guimard.php
http://www.clt.astate.edu/wallen/digits/Guimard/Guimard.htm
su Hector Guimard:
it.wikipedia.org/wiki/Hector_Guimard
Gli edifici realizzati da Guimard, tra il 1890 e 1929, a Parigi, nel 16° arr :
http://lartnouveau.com/artistes/guimard/immeubles_paris.htm
bibliografia:

Hector Guimard, di Ezio Godoli, di Ezio Godoli, Laterza, 180 pagine, esaurito.






































Mi chiamo Massimiliano Mugnaini, ma qui 


