Se ami l' architettura del primo del novecento, puoi visitare Villa Savoye, capolavoro di Le Corbusier, a Poissy, a pochi chilometri da Parigi.

Non è solo una "casa", ma un 
autentico manifesto teorico dell’architettura razionalista europea, uno dei simboli assoluti del Movimento Moderno, uno dei monumenti fondamentali dell’architettura del XX secolo.
Villa Savoye di Le CorbusierVilla Savoye di Le Corbusier a Poissy

Ancora oggi a quasi 100 anni di distanza continua a influenzare architetti, studiosi e studenti di tutto il mondo, mantenendo intatta la propria forza visionaria, distante da qualsiasi tradizione domestica borghese precedente.

A Poissy vedi dal vivo e tocchi con mano almeno tre pagine di un qualsiasi libro di storia dell' architettura dei primi del 900. Pensa a quanta genialità e leggerezza architettonica a distanza di 30 chilometri dalla sainte Chapelle, dall' opulenza dell' Opera Garnier, dall' architettura del ferro della torre Eiffel, dalle edicole di Giomard, dal centre Pompidou, dall' inutilità della tour Triangle.

 

 

i cinque punti dell’architettura moderna di Le Corbusier...

La villa rappresenta la sintesi più compiuta dei celebri Cinque punti dell’architettura moderna formulati da Le Corbusier pochi anni prima. In questo edificio essi non sono soltanto applicati, ma trasformati in un vero sistema poetico e spaziale, un dépliant illustrativo in scala 1:1...:

  1. villa Savoye a Poissy Le Corbusier 14 pilotispilotis, i sottili pilastri in cemento armato, sollevano il volume principale dal terreno liberando il piano terra e creando una percezione di leggerezza quasi irreale.
    La casa non poggia più sulla terra secondo la concezione tradizionale della muratura portante, ma sembra fluttuare nello spazio, come un corpo autonomo e razionale.
    Questo distacco dal suolo aveva anche un valore simbolico: emancipare l’architettura dai vincoli storici della costruzione massiva e trasformarla in un organismo puro, governato dalla geometria e dalla tecnica.

  2. la pianta libera, resa possibile dalla struttura a telaio in cemento armato, elimina la necessità dei muri portanti interni e consente una distribuzione fluida degli ambienti.
    Gli spazi non sono più compartimenti chiusi, ma sequenze continue che accompagnano il movimento del corpo. Le Corbusier concepisce infatti l’edificio come una vera promenade architecturale: il visitatore attraversa la casa seguendo un percorso attentamente orchestrato, fatto di scorci, compressioni e improvvise aperture prospettiche.
    Elemento fondamentale di questa esperienza è la celebre rampa interna, che collega lentamente i vari livelli dell’edificio fino al tetto-giardino. Diversamente dalla scala tradizionale, che implica uno spostamento rapido e funzionale, la rampa introduce un movimento graduale, quasi cinematografico. Salendo, la percezione dello spazio cambia continuamente: la luce si modifica, gli orizzonti si aprono, le superfici curve dialogano con quelle ortogonali. È un’architettura pensata per essere percorsa nel tempo, non semplicemente osservata.

  3. la facciata libera svincola l’involucro dalla funzione strutturale. Le superfici bianche diventano membrane astratte, prive di decorazione, modellate esclusivamente dal ritmo delle aperture e dai volumi puri. 

  4. le finestre a nastro, continue e orizzontali, tagliano le facciate come lame luminose e trasformano il panorama circostante in una sequenza visiva ininterrotta. Non si tratta soltanto di una soluzione tecnica innovativa: la finestra orizzontale modifica radicalmente il rapporto tra interno ed esterno, offrendo una visione panoramica del paesaggio e introducendo una luminosità uniforme negli ambienti domestici.
    La casa moderna, secondo Le Corbusier, doveva essere “aperta al sole, allo spazio, al verde”.
    villa Savoye a Poissy Le Corbusier 14 finestre a nastro

  5. il tetto-terrazza, concepito come giardino pensile, recupera simbolicamente lo spazio sottratto alla natura dalla costruzione.
    Qui l’architettura raggiunge una dimensione quasi mediterranea: pareti curve, superfici candide e aperture calibrate evocano atmosfere marine e richiami alle architetture vernacolari delle isole greche, che Le Corbusier aveva studiato durante i suoi viaggi giovanili nel Mediterraneo orientale.
    villa Savoye a Poissy Le Corbusier tetto a terrazza

 

Dal punto di vista proporzionale, Villa Savoye anticipa molte riflessioni che confluiranno successivamente nel Modulor, il sistema armonico elaborato da Le Corbusier nel dopoguerra, infatti la villa manifesta già un rigoroso controllo matematico dello spazio basato su rapporti geometrici e sequenze modulari.
La purezza del parallelepipedo principale, inscritto in una griglia strutturale regolare, rivela una ricerca quasi classica dell’equilibrio.

Anche l’automobile ebbe un ruolo determinante nella concezione progettuale della villa. Il raggio di curvatura del piano terra e dell’accesso coperto fu infatti studiato in funzione delle automobili dell’epoca, affinché il veicolo potesse compiere agevolmente la rotazione necessaria all’ingresso.

L’architettura si adattava dunque alla nuova civiltà meccanica: la casa diventava una “machine à habiter”, una macchina per abitare, perfettamente coerente con il mito della modernità industriale.

 

il periodo...

La Villa Savoye di Le Corbusier va inoltre letta nel contesto delle grandi sperimentazioni architettoniche europee degli anni Venti e Trenta.

Mentre in Germania il Bauhaus di Walter Gropius elaborava un’architettura funzionalista fondata sull’industrializzazione e sulla standardizzazione, Le Corbusier sviluppava una visione più teorica e quasi filosofica dello spazio moderno.
Ludwig Mies van der Rohe sperimentava la trasparenza assoluta e la riduzione strutturale nel Padiglione di Barcellona del 1929, dove superfici preziose e continuità spaziale dissolvono il concetto tradizionale di stanza.
In Olanda, il movimento De Stijl e figure come Gerrit Rietveld con la Casa Schröder sperimentavano invece la scomposizione volumetrica e la fluidità spaziale attraverso piani indipendenti e colori primari.
Il Razionalismo italiano del Gruppo 7 e di Giuseppe Terragni per la Casa del Fascio di Como cercava una mediazione tra modernità e tradizione classica.

Villa Savoye di Le Corbusier dialoga idealmente con tutte queste esperienze, ma riesce a sintetizzarle in una forma più monumentale e universalmente riconoscibile con un linguaggio più radicale, astratto e internazionale, quasi privo di riferimenti storici diretti che invece avevano caratterizzato due secoli di architettura parigina, con il palazzo dell' Opera di Garnier, per ricordarne uno a caso.

 

 

piccola storia di Villa Savoye di Le Corbusier...

La villa fu realizzata tra il 1929 e il 1931 come residenza di villeggiatura nei dintorni di Parigi per l’industriale Pierre Savoye e sua moglie Eugénie.

Tuttavia, dietro l’apparente perfezione teorica, la villa mostrò sin dall’inizio notevoli problemi pratici.
I costi di costruzione superarono ampiamente le previsioni iniziali, provocando forti tensioni tra architetto e committenza.
Ancora più gravi furono i problemi tecnici: infiltrazioni d’acqua, umidità persistente, isolamento insufficiente e difficoltà di manutenzione trasformarono presto l’abitazione in un edificio difficile da vivere. Celebri restano le lettere della signora Savoye, esasperata dalle continue perdite d’acqua provenienti dal tetto-terrazza e dalle pareti.

Durante la Seconda guerra mondiale la villa fu abbandonata dai proprietari e subì occupazioni e danneggiamenti sia da parte delle truppe tedesche sia degli alleati.
Negli anni successivi rischiò addirittura la demolizione, poiché considerata un edificio ormai inutilizzabile e troppo costoso da recuperare.
Solo grazie all’intervento di storici e architetti francesi, consapevoli del suo immenso valore simbolico, lo Stato francese la acquistò nel 1963, quando Le Corbusier era ancora in vita, evento eccezionale per un’architettura moderna così recente.

I restauri successivi furono complessi e spesso controversi, poiché riportare la villa al suo stato originario significava confrontarsi con materiali sperimentali e soluzioni costruttive fragili.
L’intervento più importante, condotto tra il 1985 e il 1997, ha restituito all’edificio l’immagine candida e rigorosa di oggi.

 

 

come arrivare e visitare Villa Savoye...

villa Savoye a Poissy Le Corbusier a piediVilla Savoye si trova nella cittadina di Poissy, nel Dipartimenti/provincia di Yvelines nella regione dell'Île-de-France.
L' indirizzo: 82 Rue de Villiers, 78300 Poissy, Yvelines, France.

La cittadina si trova a circa trenta chilometri a ovest della capitale francese, nel dipartimento degli Yvelines, e può essere raggiunta facilmente.

 

arrivare a Villa Savoye con i mezzi pubblici

  • da Parigi si prende il RER A fino a Poissy e si prosegue con il bus 6503 in direzione Orgeval maison blanche o La Coudraie scendendo alla fermata Villa Savoye
  • dalla stazione Gare Saint-Lazare di Parigi si prende la linea J Transilien fino a Poissy e si prosegue con il bus 6503 in direzione Orgeval maison blanche o La Coudraie scendendo alla fermata Villa Savoye

    villa Savoye a Poissy Le Corbusier a piedivilla Savoye a Poissy Le CorbusierDalla stazione di Poissy è possibile anche arrivare a piedi in circa 20 minuti, sono circa 1.7km, attraversando quartieri residenziali relativamente anonimi fino all’improvvisa apparizione della villa: un’esperienza quasi teatrale, perché l’edificio emerge dal verde come un volume astratto isolato dal contesto urbano, una macchina bianca sospesa sull’erba.

 

biglietto per Villa Savoye, orari...

L' ingresso è gratuito per tutti fino a 18 anni, per i cittadini UE fino a 25 anni e per tutti la prima domenica del mese escluso in estate.
Diversamente il ticket costa 9€ e fa parte del circuito della carta musei Pasis Museum Pass.
Non è necessaria la prenotazione.

Villa Savoye è aperta tutti i giorni tranne il Lunedì dalle 10 alle 17 o 18 in primavera/estate.

 

 

 

link

villa Savoye a Poissy Le Corbusier 

 

 

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massimiliano mugnaini autore di infoparigi.itMi chiamo Massimiliano Mugnaini, ma qui sono infoParigi. Vivo a Pistoia, in Toscana. Lavoro nel campo dell' IT, amo Parigi, la Francia, il mondo Disney, i Lego, il mare, le girate, la pizza napoletana. Sono un po' ceraunofobico.
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